Riflessioni guardando il cielo

Posted On 6 aprile 2010

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Ieri osservavo il cielo.
Non cercavo di prevedere il tempo, non mi interrogavo sul perché della vita, non aspettavo il passaggio di aerei o ufo…
Semplicemente lo guardavo.
Non riuscivo più a stare in casa, sono uscito a fare due passi e l’azzurro del cielo ha subito richiamato la mia piena attenzione.
Un azzurro puro, intenso, reso ancora più bello da solitarie nuvole bianche.
Ok, magari qualche riflessione ci sta.
Cioé: le nuvole stanno lassù, in balia del vento, della pressione, della temperatura, del fattore caos ecc.
Possono formarsi e disfarsi senza un apparente motivo, eppure il più delle volte ci sembra che se ne stiano in quell’immensità azzurra senza muoversi.
Calme, pacifiche, morbide…
Quasi indifferenti a quello che succede sotto di loro.
Ogni tanto qualcuno mi passa accanto, mi vede con il naso all’insù e chissà cosa va a pensare.
Dovessi scommetterci, i pensieri più probabili sono: "Questo è matto" oppure "Va’ che perdigiorno"
Sul primo posso essere d’accordo (anche se mi torna alla mente la storiella del saggio che indica il cielo, il saggio che guarda il cielo e lo stolto che guarda il dito, fa niente se poi il saggio che guarda il cielo inciampa nel sasso e lo stolto no perché guarda anche per terra, ma QUESTO NON C’ENTRA ORA BARIO ATTIENITI AL TESTO E NON DIVAGARE!!!)
Dicevo: il fatto che sono pazzo può passare, ma perché perdigiorno?
Ieri era Pasquetta, vacanza, nulla di urgente da fare.
Perché se uno guarda il cielo perde tempo?
A volte sembriamo una colonia di formiche impazzite, tutti presi a correre da una parte all’altra, chiusi in un formicaio claustrofobico, senza renderci conto che tutto il nostro mondo si riduce ad un angolo di un giardino condominiale.
Ma perché tanta fretta?
Perché non possiamo essere come le nuvole: consapevoli che una minima brezza può spazzarci via, ma non per questo preda dell’ansia di fare qualcosa, qualsiasi cosa, basta che ci tenga impegnati e ci impedisca di pensare a quello che facciamo.
No, voglio dire, se uno guarda il cielo è un perdigiorno.
Se uno guarda il Grande Fratello, Amici, Uomini e Donne o la Champions League è un figo.
Mi sa che qualcosa è andato storto nel corso della storia umana.
E poi perché non posso divagare? Lo space è mio, potrò poi scriverci quello che voglio oppure sono sottoposto a censura?
Tante domande senza risposta.
E tutte a inizio settimana.
Mi sa che torno a guardare il cielo, forse espandendo la mia mente nella sua immensità (e non trattenendola come al solito chiusa tra quattro mura) potrò fare spazio per qualche nuova idea, per qualche altro sogno.
Voglia di staccare, di mettersi in viaggio, forse la primavera.
O magari sto solo invecchiando.
Boh?
Love & Peace a tutti,
                                                           Bario
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One Response to “Riflessioni guardando il cielo”

  1. Daniela

    parole sagge…purtroppo molte volte c perdiamo via in cose così semplici,ma così belle e ricche di significati,ke…in un primo momento possono sembrare stupidatè,ma sl indagando più a fondo possiamo notare quanto sono ricche di significato…

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