Praga adventures

Posted On 31 agosto 2010

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Comments Dropped 2 responses

 
Ok, ho promesso un intervento e ora ho finalmente un po’ di tempo per scriverlo.
Mettetevi comodi, prendete il pop corn e preparatevi a un bel po’ di sane risate.
Perché questa è tutta da ridere per non piangere…
Il 9 Agosto 2010 è una data che entrerà nella leggenda.
Sul serio, ci è capitato di TUTTO!
Il "ci" è riferito alla solita squadra di sbandati, così composta:
-Il qui scrivente, Mario "Master" Beretta. Portavoce e anziano del gruppo.
-Il monocromatico Daniele "Ghira" Ghirardelli, l’uomo che è volato a Praga con due paia di vestiti e due manuali.
-Il giovane Marco "Biro" Birolini, organizzatore del viaggio e responsabile appartamento.
-Il lamer Leandro Pierguidi, colui che si è sbattuto per organizzare il trasporto aereo e detentore dei biglietti.
-L’ensiferum Luigi Festini, ultimo guerriero vichingo ancora a piede libero.
Il luogo, come forse avete già intuito, è la città di Praga.
Ma procediamo con ordine.
Che fosse una giornata di merda lo si era capito già dal mattino, quando il Biro ci ha tirati giù tutti dal letto bestemmiando perché il cesso si era intasato.
Ok, per fortuna non si era intasato completamente, l’acqua scendeva comunque anche se con una lentezza esasperante, ma il nostro onore di Gati ci impediva di lasciare un danno di tale portata in un appartamento che ci era stato prestato.
A questo punto, dato che il tutto era stato causato da me e Ghirardelli, l’onere di sturare viene affidato a me.
Però senza una cazzo di ventosa come diavolo faccio?
Indiragionpercui: alle ore 8.00 io, Biro e Ghira usciamo per cercare un posto che venda ventose e in cui i commessi capiscano cosa vogliamo (provate voi a spiegare sturacessi in inglese…).
Risolto questo problema (e intasati i cessi del centro commerciale), torniamo in appartamento e risolviamo il problema principale.
Dopo una ventina di minuti di lotta intensa l’esorcismo è eseguito, il cesso nuovamente agibile e noi si può andare a visitare il castello di Praga.
Purtroppo qui, dopo una rampa di scalini che in confronto le scalinate del grande tempio del Cavalieri dello Zodiaco erano piane, scopriamo che per entrare NON è sufficiente la Pragacard (che per ottenerla abbiamo fatto un cinema che meriterebbe un altro intervento), ma servono i coupon del libretto allegato.
PECCATO che Festini il libretto in questione l’ha perso il primo giorno, perciò alé, paghiamo un biglietto, dato che non ce lo vogliono fare gratis!
La visita procede e si avvicina l’ora di pranzo. Mentre discutiamo su diverse strategie per conquistare il castello e distruggere il corpo di guardia, arriviamo in un locale seminascosto lì vicino. Nel fermarci a guardare i prezzi la cameriera (voto 9), ci propone il menù turistico: zuppa, secondo e caffé a 200 corone (circa 8 euro). Rapido consulto e decidiamo di entrare contando di prendere una media a testa, un solo piatto e il caffé per una spesa più o meno analoga.
Sarà l’istinto, ma stranamente io ne esco fuori con l’idea di scappare senza pagare.
Rifiutate le patatine, ma crollati sul pane arriva il conto, che risulta essere di 3200 corone (comprensivo di birra a 110 corone/5 euro, coperto e mancia "obbligatoria"…).
E ‘STI GRAN CAZZI!!!
Cribbio, dovevo seguire l’istinto, che pirla!
Depredati dei soldi e abbastanza incazzati, terminiamo la visita al castello e proseguiamo con un giro nella città bassa, cena a base di panini (per compensare il furto del pranzo) e ritorno a Praga 5 per andare al jazz club.
Dopo una breve peripezia al parco della Kampa (se il cesso chiude alle 21, perché rompi i coglioni alle 20.45? Non si può cagare in pace?) optiamo per una birra prima di raggiungere il club, in cui il concerto inizia alle 22.
Ed è qui che il climax raggiunge l’apice.
Biro, infatti, scopre di aver lasciato il marsupio con le chiavi dell’appartamento NEL CESSO PUBBLICO!!!
(Censura)
Di corsa a cercare di recuperarle, troviamo l’edificio più blindato di Fort Knox. Affidandoci tutti al mio inglese, dapprima provo a chiedere nelle vicinanze, sentendomi rispondere che il cesso è gestito da una ditta esterna e che nessuno può aiutarmi, poi provo a chiamare i telefoni indicati a fianco della porta.
Alla fine sono stato costretto a chiamare la polizia, che si è detta ben disposta ad aiutarci a patto che con noi ci fosse il proprietario dell’appartamento e/o che con noi avessimo un contratto.
Ci ho provato a spiegargli che il propietario era in Italia e che, essendo un amico, contratti non ne abbiamo, ma loro hanno risposto picche e hanno detto che non potevano fare nulla, in questo caso.
E mo che fare?
Passare una notte brava all’aperto?
Sconsigliabile: la temperatura, grazie alle piogge dei giorni precedenti, sta calando bruscamente e noi abbiamo solo i vestiti che indossiamo.
Cercare di farci aprire da qualcuno?
Già, e come? Da quando siamo qui non abbiamo visto nessun altro inquilino!
Mentre dilaga la disperazione butto lì l’idea di un ostello. Gli altri preferirebbero un albergo, ma io faccio notare che siamo in cinque, il che indica almeno due camere, che sono ormai le undici di sera, e quindi rischiamo chiusura delle accettazioni, che non abbiamo idea di dove trovare un albergo economico e che i fondi scarseggiano.
Inoltre, giusto quel pomeriggio siamo giusto passati di fronte a un ostello non molto distante da lì.
Un po’ abbattuti, ci dirigiamo dunque nel luogo in cui trascorreremo la notte.
Notte che ognuno di noi passa più o meno da solo… E IN BIANCO!
Biro si sdraia sul letto, ma vuoi la mancanza di lenzuola e la paura di non riuscire a trovare le chiavi riesce a pisolare solo qualche ora.
Ghira si attacca a un pc e inizia un sudoku che lo occupa tutta la notte. (Ghira: perso)
Festini beve una birra dietro l’altra e, nel contempo, ci prova con la tipa dell’accettazione. (voto: 8 e mezzo con menzione speciale sulla scollatura)
Pierguidi è l’unico che EFFETTIVAMENTE dorme, ma da lui c’era da aspettarselo.
Io… Beh, io passo la notte immerso nei miei pensieri. Troppo nervoso per dormire mi agito inquieto per l’ostello e dintorni (anche se non troppo, fa davvero un  freddo cane fuori). Lascio che la mia parte selvaggia trovi sfogo in questa notte assurda e, verso le quattro, scrivo questa frase sul profilo di FB:
 
‎"It was a cold and dark night, long time after midnight and the lone wolf looked in the hostel for a prey, with sparkling fangs and flaming eyes…"
(Che giornata di m***a… In tutti i sensi…)
 
Ormai però la mezzanotte è passata e, grazie anche ad un messaggio di auguri propiziatorio, la ruota del fato inizia a girare nuovamente libera.
Alle prime luci dell’alba i Gati si riuniscono nella sala comune, silenziosi, attenti. Bevono velocemente un caffé, poi, allo scoccare delle 8.10, escono dall’ostello come un’orda di barbari e si vanno ad appostare fuori dal bagno, in attesa dell’apertura.
Alle 8,45 si ripresenta la stessa tizia del giorno prima, che scuote la testa, apre il bagno e ci porge il marsupio con un sospiro.
Noi sorridiamo, la insultiamo (in italiano, tanto non capisce) e corriamo in appartamento per sistemarci e passare il nostro ultimo giorno a Praga.
E’ il 10 Agosto, è un nuovo giorno, è il compleanno di una mia cara amica.
Ma soprattutto è il giorno dopo uno dei giorni più assurdi che io abbia mai passato.
Spero che leggendo vi siate divertiti, alla prossima, Love & Peace,
 
                                                                                                          Bario
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2 Responses to “Praga adventures”

  1. Edoardo Bellosi

    proprio un bel racconto fa molto ridere bravo

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