La passione di Gesù

Posted On 14 aprile 2011

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Stamattina, in treno, leggevo il vangelo della passione di nostro signore Gesù Cristo.

Un’ora dopo, in università, leggevo il quotidiano.

Dentro di me ecco accendersi una luce, una luce che illumina un altro scorcio della follia che caratterizza i tempi moderni. Sarà forse perché siamo vicini a Pasqua, sarà forse perché il mio sonno è spezzato (e quelli che seguono il blog sanno che se dormo poco il mio cervello va fuori giri…), ma in questo periodo mi sento abbastanza riflessivo.

Ma procediamo con ordine.

Nel Vangelo Gesù è tradito da uno dei suoi amici più cari, rinnegato da quello che, con ogni probabilità, è il suo migliore amico e portato davanti al Sinedrio, l’organo politico/giudiziario dell’epoca, accusato di blasfemia, condannato a morte, torturato e messo in croce.

Di fronte a tutto questo, Gesù mantiene un atteggiamento calmo, quasi distaccato. Di fronte alle accuse non perde la calma, si limita a confermare l’evidenza dei fatti con le semplici parole “tu lo dici”. Anche di fronte alla tortura sembra non accusare nessuno, conscio che quello è il suo destino, e solo in punto di morte erompe in un lamento disperato rivolto al Padre Celeste. Non bisogna però pensare che Gesù affronti tutto questo a cuor leggero, perché poco prima, nell’orto degli ulivi, ha avuto un momento di crisi profonda, di paura, in cui ha chiesto se fosse possibile evitare tutto questo. Un momento intenso, che però ha voluto vivere da solo, in comunione con il Padre, e in cui ha rimesso tutto nelle Sue mani.

Tutto questo ispira rispetto, sia in quelli che all’epoca vi hanno assistito in prima persona, sia nei lettori di oggi.

Veniamo ora al giornale.

20 pagine dedicate a politici che litigano, a vicende torbide, ad attrici che parlano di sé, a scandali, a Grandi Fratelli e gossip. Da ogni articolo ognuno grida la sua opinione a gran voce, ognuno si difende con le unghie e con i denti dalle accuse (?) che gli vengono rivolte, tutti si dicono vittime di soprusi, della società, dei comunisti, delle malelingue, di stronzi ecc. ecc.

Insomma: tutti si stracciano le vesti e cercano la pietà del pubblico.

Ma nel Vangelo, chi si straccia le vesti non è Gesù, sono i farisei.

Questa volta non voglio esprimere opinioni, non voglio che il pubblico (se c’è ancora qualcuno che segue ‘sto benedetto Blog) mi dica se ho ragione o torto.

Stavolta voglio seguire l’esempio del mio Maestro, Gesù.

Mantenere un atteggiamento calmo, ponderato. Evidenziare ciò che è sotto gli occhi di tutti e che nessuno vuole vedere. Lasciare che siano gli uomini a fare le proprie scelte, limitandomi ad essere un esempio (spero) positivo.

Ma soprattutto: rimettendo ogni cosa che faccio nelle mani del Padre, pregandolo di guidare le mie azioni secondo la Sua volontà.

Love & Peace e buona Pasqua a tutti,

Bario

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