Un nuovo blog?!

Posted On 3 dicembre 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped leave a response

Salute a tutti!

E’ da Agosto che non scrivo più, ma con il cambiamento da Windows Live a WordPress ci ho messo una vita a capire come orientarmi con le nuove impostazioni.

Che dire di questo periodo? UN CASINO!

Le responsabilità sulle mie spalle si sono moltiplicate… In particolare:

  • Sono diventato responsabile del laboratorio da quando la mia shalafi Patrizia è andata a lavorare in una ditta di cosmetici.
  • Sono diventato il membro anziano della classe di catechismo (affiancato da uno dei miei ex ado… Sto diventando vecchio!) e semiresponsabile gruppo.
  • Grazie alla paternità del Sig. Regista (The Giopa), sono aumentato di grado divenendo uno degli scaricatori della segreteria e responsabile contatto giovani maschere…

E ‘sti cavoli!!!

Va bon, per ora lascio qui che ho una presentazione sul fuoco. Speriamo di poter tornare a scrivere come una volta!

See ya, Love & Peace

                                          Bario

Annunci

Praga adventures

Posted On 31 agosto 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped 2 responses

 
Ok, ho promesso un intervento e ora ho finalmente un po’ di tempo per scriverlo.
Mettetevi comodi, prendete il pop corn e preparatevi a un bel po’ di sane risate.
Perché questa è tutta da ridere per non piangere…
Il 9 Agosto 2010 è una data che entrerà nella leggenda.
Sul serio, ci è capitato di TUTTO!
Il "ci" è riferito alla solita squadra di sbandati, così composta:
-Il qui scrivente, Mario "Master" Beretta. Portavoce e anziano del gruppo.
-Il monocromatico Daniele "Ghira" Ghirardelli, l’uomo che è volato a Praga con due paia di vestiti e due manuali.
-Il giovane Marco "Biro" Birolini, organizzatore del viaggio e responsabile appartamento.
-Il lamer Leandro Pierguidi, colui che si è sbattuto per organizzare il trasporto aereo e detentore dei biglietti.
-L’ensiferum Luigi Festini, ultimo guerriero vichingo ancora a piede libero.
Il luogo, come forse avete già intuito, è la città di Praga.
Ma procediamo con ordine.
Che fosse una giornata di merda lo si era capito già dal mattino, quando il Biro ci ha tirati giù tutti dal letto bestemmiando perché il cesso si era intasato.
Ok, per fortuna non si era intasato completamente, l’acqua scendeva comunque anche se con una lentezza esasperante, ma il nostro onore di Gati ci impediva di lasciare un danno di tale portata in un appartamento che ci era stato prestato.
A questo punto, dato che il tutto era stato causato da me e Ghirardelli, l’onere di sturare viene affidato a me.
Però senza una cazzo di ventosa come diavolo faccio?
Indiragionpercui: alle ore 8.00 io, Biro e Ghira usciamo per cercare un posto che venda ventose e in cui i commessi capiscano cosa vogliamo (provate voi a spiegare sturacessi in inglese…).
Risolto questo problema (e intasati i cessi del centro commerciale), torniamo in appartamento e risolviamo il problema principale.
Dopo una ventina di minuti di lotta intensa l’esorcismo è eseguito, il cesso nuovamente agibile e noi si può andare a visitare il castello di Praga.
Purtroppo qui, dopo una rampa di scalini che in confronto le scalinate del grande tempio del Cavalieri dello Zodiaco erano piane, scopriamo che per entrare NON è sufficiente la Pragacard (che per ottenerla abbiamo fatto un cinema che meriterebbe un altro intervento), ma servono i coupon del libretto allegato.
PECCATO che Festini il libretto in questione l’ha perso il primo giorno, perciò alé, paghiamo un biglietto, dato che non ce lo vogliono fare gratis!
La visita procede e si avvicina l’ora di pranzo. Mentre discutiamo su diverse strategie per conquistare il castello e distruggere il corpo di guardia, arriviamo in un locale seminascosto lì vicino. Nel fermarci a guardare i prezzi la cameriera (voto 9), ci propone il menù turistico: zuppa, secondo e caffé a 200 corone (circa 8 euro). Rapido consulto e decidiamo di entrare contando di prendere una media a testa, un solo piatto e il caffé per una spesa più o meno analoga.
Sarà l’istinto, ma stranamente io ne esco fuori con l’idea di scappare senza pagare.
Rifiutate le patatine, ma crollati sul pane arriva il conto, che risulta essere di 3200 corone (comprensivo di birra a 110 corone/5 euro, coperto e mancia "obbligatoria"…).
E ‘STI GRAN CAZZI!!!
Cribbio, dovevo seguire l’istinto, che pirla!
Depredati dei soldi e abbastanza incazzati, terminiamo la visita al castello e proseguiamo con un giro nella città bassa, cena a base di panini (per compensare il furto del pranzo) e ritorno a Praga 5 per andare al jazz club.
Dopo una breve peripezia al parco della Kampa (se il cesso chiude alle 21, perché rompi i coglioni alle 20.45? Non si può cagare in pace?) optiamo per una birra prima di raggiungere il club, in cui il concerto inizia alle 22.
Ed è qui che il climax raggiunge l’apice.
Biro, infatti, scopre di aver lasciato il marsupio con le chiavi dell’appartamento NEL CESSO PUBBLICO!!!
(Censura)
Di corsa a cercare di recuperarle, troviamo l’edificio più blindato di Fort Knox. Affidandoci tutti al mio inglese, dapprima provo a chiedere nelle vicinanze, sentendomi rispondere che il cesso è gestito da una ditta esterna e che nessuno può aiutarmi, poi provo a chiamare i telefoni indicati a fianco della porta.
Alla fine sono stato costretto a chiamare la polizia, che si è detta ben disposta ad aiutarci a patto che con noi ci fosse il proprietario dell’appartamento e/o che con noi avessimo un contratto.
Ci ho provato a spiegargli che il propietario era in Italia e che, essendo un amico, contratti non ne abbiamo, ma loro hanno risposto picche e hanno detto che non potevano fare nulla, in questo caso.
E mo che fare?
Passare una notte brava all’aperto?
Sconsigliabile: la temperatura, grazie alle piogge dei giorni precedenti, sta calando bruscamente e noi abbiamo solo i vestiti che indossiamo.
Cercare di farci aprire da qualcuno?
Già, e come? Da quando siamo qui non abbiamo visto nessun altro inquilino!
Mentre dilaga la disperazione butto lì l’idea di un ostello. Gli altri preferirebbero un albergo, ma io faccio notare che siamo in cinque, il che indica almeno due camere, che sono ormai le undici di sera, e quindi rischiamo chiusura delle accettazioni, che non abbiamo idea di dove trovare un albergo economico e che i fondi scarseggiano.
Inoltre, giusto quel pomeriggio siamo giusto passati di fronte a un ostello non molto distante da lì.
Un po’ abbattuti, ci dirigiamo dunque nel luogo in cui trascorreremo la notte.
Notte che ognuno di noi passa più o meno da solo… E IN BIANCO!
Biro si sdraia sul letto, ma vuoi la mancanza di lenzuola e la paura di non riuscire a trovare le chiavi riesce a pisolare solo qualche ora.
Ghira si attacca a un pc e inizia un sudoku che lo occupa tutta la notte. (Ghira: perso)
Festini beve una birra dietro l’altra e, nel contempo, ci prova con la tipa dell’accettazione. (voto: 8 e mezzo con menzione speciale sulla scollatura)
Pierguidi è l’unico che EFFETTIVAMENTE dorme, ma da lui c’era da aspettarselo.
Io… Beh, io passo la notte immerso nei miei pensieri. Troppo nervoso per dormire mi agito inquieto per l’ostello e dintorni (anche se non troppo, fa davvero un  freddo cane fuori). Lascio che la mia parte selvaggia trovi sfogo in questa notte assurda e, verso le quattro, scrivo questa frase sul profilo di FB:
 
‎"It was a cold and dark night, long time after midnight and the lone wolf looked in the hostel for a prey, with sparkling fangs and flaming eyes…"
(Che giornata di m***a… In tutti i sensi…)
 
Ormai però la mezzanotte è passata e, grazie anche ad un messaggio di auguri propiziatorio, la ruota del fato inizia a girare nuovamente libera.
Alle prime luci dell’alba i Gati si riuniscono nella sala comune, silenziosi, attenti. Bevono velocemente un caffé, poi, allo scoccare delle 8.10, escono dall’ostello come un’orda di barbari e si vanno ad appostare fuori dal bagno, in attesa dell’apertura.
Alle 8,45 si ripresenta la stessa tizia del giorno prima, che scuote la testa, apre il bagno e ci porge il marsupio con un sospiro.
Noi sorridiamo, la insultiamo (in italiano, tanto non capisce) e corriamo in appartamento per sistemarci e passare il nostro ultimo giorno a Praga.
E’ il 10 Agosto, è un nuovo giorno, è il compleanno di una mia cara amica.
Ma soprattutto è il giorno dopo uno dei giorni più assurdi che io abbia mai passato.
Spero che leggendo vi siate divertiti, alla prossima, Love & Peace,
 
                                                                                                          Bario

Deserto

Posted On 13 luglio 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped leave a response

 
Una vita vissuta come un lungo viaggio
lontano, senza una meta e senza un perché,
chiedendomi di continuo
quale sarà la prossima sosta
mentre le forze scemano pian piano
abbandonandomi nel deserto.
Nei tuoi occhi, sorgenti d’acqua pura,
ora il mio spirito trova riposo;
nel tuo sorriso, splendido sole che sorge,
trovo la forza di andare avanti
e nel tuo cuore, il più prezioso dei tesori,
forse il mio cuore trova la sua ragione d’essere…
 
                                                                                                                     (William S. Carter, Opere)

Riflessioni guardando il cielo

Posted On 6 aprile 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped one response

 
Ieri osservavo il cielo.
Non cercavo di prevedere il tempo, non mi interrogavo sul perché della vita, non aspettavo il passaggio di aerei o ufo…
Semplicemente lo guardavo.
Non riuscivo più a stare in casa, sono uscito a fare due passi e l’azzurro del cielo ha subito richiamato la mia piena attenzione.
Un azzurro puro, intenso, reso ancora più bello da solitarie nuvole bianche.
Ok, magari qualche riflessione ci sta.
Cioé: le nuvole stanno lassù, in balia del vento, della pressione, della temperatura, del fattore caos ecc.
Possono formarsi e disfarsi senza un apparente motivo, eppure il più delle volte ci sembra che se ne stiano in quell’immensità azzurra senza muoversi.
Calme, pacifiche, morbide…
Quasi indifferenti a quello che succede sotto di loro.
Ogni tanto qualcuno mi passa accanto, mi vede con il naso all’insù e chissà cosa va a pensare.
Dovessi scommetterci, i pensieri più probabili sono: "Questo è matto" oppure "Va’ che perdigiorno"
Sul primo posso essere d’accordo (anche se mi torna alla mente la storiella del saggio che indica il cielo, il saggio che guarda il cielo e lo stolto che guarda il dito, fa niente se poi il saggio che guarda il cielo inciampa nel sasso e lo stolto no perché guarda anche per terra, ma QUESTO NON C’ENTRA ORA BARIO ATTIENITI AL TESTO E NON DIVAGARE!!!)
Dicevo: il fatto che sono pazzo può passare, ma perché perdigiorno?
Ieri era Pasquetta, vacanza, nulla di urgente da fare.
Perché se uno guarda il cielo perde tempo?
A volte sembriamo una colonia di formiche impazzite, tutti presi a correre da una parte all’altra, chiusi in un formicaio claustrofobico, senza renderci conto che tutto il nostro mondo si riduce ad un angolo di un giardino condominiale.
Ma perché tanta fretta?
Perché non possiamo essere come le nuvole: consapevoli che una minima brezza può spazzarci via, ma non per questo preda dell’ansia di fare qualcosa, qualsiasi cosa, basta che ci tenga impegnati e ci impedisca di pensare a quello che facciamo.
No, voglio dire, se uno guarda il cielo è un perdigiorno.
Se uno guarda il Grande Fratello, Amici, Uomini e Donne o la Champions League è un figo.
Mi sa che qualcosa è andato storto nel corso della storia umana.
E poi perché non posso divagare? Lo space è mio, potrò poi scriverci quello che voglio oppure sono sottoposto a censura?
Tante domande senza risposta.
E tutte a inizio settimana.
Mi sa che torno a guardare il cielo, forse espandendo la mia mente nella sua immensità (e non trattenendola come al solito chiusa tra quattro mura) potrò fare spazio per qualche nuova idea, per qualche altro sogno.
Voglia di staccare, di mettersi in viaggio, forse la primavera.
O magari sto solo invecchiando.
Boh?
Love & Peace a tutti,
                                                           Bario

Libertà

Posted On 31 marzo 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped one response

 
Il vento sfiora la mia pelle,
porta con sé l’odore della pioggia
di valli nascoste e monti innevati,
il profumo dei fiori in boccio
in questo inizio di primavera.
 
Il cielo azzurro sopra di me
sembra un sipario sottile,
steso da un orizzonte all’altro,
pronto ad aprirsi sull’immensità delle stelle
e alla lunga notte lasciata alle spalle.
 
Il mondo degli uomini,
così grigio, così rigido,
cerca di ingabbiare la mia forza
in freddi e futili schemi
di logica e razionalità.
 
Ma il cielo è azzurro sopra di me
e la luce della luna risplende ancora
nel profondo dei miei occhi
dandomi la forza della follia
che mi svincola da quelle strette pastoie.
 
Osservo chi mi circonda,
schiavo di una società ingrata,
e il mio spirito prende la decisione
di seguire il vento, di andare lontano
e di gridare forte la sua LIBERTA’
 
                                                                                                   (William S. Carter, Opere)
 

C’est la vie…

Posted On 4 marzo 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped leave a response

 
Ci sono persone che sono destinate a grandi cose, a vdere il loro nome scritto nella storia per le loro grandi imprese.
Ci sono persone che sono destinate a piccoli gesti, a vedere il loro nome scritto nella storia perché con quei piccoli gesti hanno cambiato il mondo.
Ci sono persone che sono destinate a grandi malvagità, a vedere il loro nome scritto nella storia accanto al nome dell’infamia.
Ci sono persone che sono destinate a piccoli errori, a vedere il loro nome scritto nella storia perché con quegli errori hanno condannato il mondo.
Ci sono invece persone che sono destinate a lavorare nell’ombra, a sistemare gli errori degli altri, ad aiutare il prossimo spesso senza nemmeno sentirsi dire grazie.
Come la giri la giri, è a queste persone che tocca sempre il lavoro sporco.
C’est la vie…
Love & Peace a tutti,
                                    Bario

Triskel

Posted On 28 gennaio 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped leave a response

 
"Un uomo è fondamentalmente costituito da tre sfere spirituali, che si riflettono in tre zone precise del suo corpo: la sfera del pensiero (testa), la sfera dei sentimenti (cuore) e la sfera dell’istinto (lombi). Il fatto che nel corpo siano disposte una sopra l’altra non dà importanza all’una piuttosto che all’altra, è invece necessario capire che le tre sfere devono agire in armonia tra di loro, altrimenti l’uomo si sente a disagio e persino il corpo può risentirne.
In alcuni casi, è tuttavia possibile che una sfera prenda il sopravvento sulle altre: il filosofo utilizza prevalentemente il pensiero, il poeta ha una predilezione per i sentimenti mentre il folle utilizza esclusivamente l’istinto. Questi esempi sono però solo delle aberrazioni: un uomo, degno di tale titolo, è in grado di usare contemporaneamente tutte e tre le sfere del suo essere per creare qualcosa di superiore, così come l’unione armonica del suono di più strumenti musicali compone un’orchestra.
Un simbolo che ben rappresenta questo concetto è il Triskel: la croce a tripla spirale in cui ogni braccio sostiene ed è sostenuto dagli altri:
 

Quando però le tre sfere sono in conflitto tra di loro, allora l’armonia viene distrutta, l’uomo smarrisce sé stesso e il suo triskel viene spezzato…"
 
(William S. Carter, Frammenti)

Welcome back, Wolf

Posted On 15 gennaio 2010

Filed under Senza categoria

Comments Dropped one response

 
Ritornare a scrivere su questo blog mi riporta alla memoria tutti i momenti belli e quelli tristi che vi ho descritto.
Nonostante ormai quasi tutti abbiano abbandonato questi spazi per dedicarsi a Facebook, io continuo a scrivere qui, perché è qui che ho messo gran pare dei miei ricordi e, in definitiva, gli altri social network non mi sembrano dare sufficiente spazio per queste mie riflessioni.
Forse nessuno commenterà, ma non me n importa granché, io scrivo soprattutto per me stesso, in certi casi.
Certi casi come questo.
Sono tre mesi o poco meno che non scrivo più qui.
L’ultima occasione è stata la morte di una persona che è passata di striscio nella mia vita, ma che ho voluto ricordare perché con me condivideva l’amore spassionato per la montagna e per i grandi spazi aperti.
Dopo di ciò mi è successo ogni tipo di cosa e, in definitiva, non credo di essere più lo stesso che scriveva tre mesi fa.
Tolto il periodo nero di stress causato dalla scrittura della tesi di dottorato, dall’urgenza di partecipare al concorso per l’assegno di ricerca e da crisi varie con amici e fidanzata, ciò che più mi ha segnato in questi mesi è stata la morte di mio padre.
Lo so, era malato da tempo, ma la speranza che si riprendesse è stata l’ultima a morire.
E qando anche quella è morta, il mio mondo non è stato più quello di un prima.
Alcune volte sono stato definito un ragazzo forte, capace di reggere sulle sue spalle un gran numero di imegni e problemi senza cedere di un passo.
Ma anche l’uomo più forte di questo mondo deve appoggiarsi su qualcosa per poter sorreggere il peso sulle proprie spalle.
Quando uno di questi sostegni viene a mancare e un’altro viene a caricarsi come ulteriore fardello… La cosa non è né semplice né indolore, per quell’uomo.
Quando mio padre è morto è morta anche una parte di me, una parte che nessuno potrà mai resuscitare.
Ora sto cercando di non affondare e di trovare un nuovo equilibrio, per potermi nuovamente rialzare, guardare verso l’alto, spalancare nuovamente le ali e riprendere a volare.
Bentornato, lupo.
Ora è il momento di dimostrare di che pasta sono fatto.
A voi tutti, che mi siete stati vicini in questo periodo nero, grazie mille, di cuore.
Love & Peace,
                                                                  Bario

Ciao Roby, buon cammino…

Posted On 16 ottobre 2009

Filed under Senza categoria

Comments Dropped leave a response

Anche se non ti conoscevo bene, sono sicuro che avresti apprezzato.
Buon viaggio, amico della montagna.
Love & Peace,
                                                                                                            Bario

SIGNORE DELLE CIME
Testo e musica di Bepi De Marzi

Dio del cielo,
Signore delle cime,
un nostro amico
hai chiesto alla montagna.
Ma ti preghiamo:
su nel Paradiso
lascialo andare
per le tue montagne.

Santa Maria,
Signora della neve,
copri col bianco,
soffice mantello,
il nostro amico,
il nostro fratello.
Su nel Paradiso
lascialo andare
per le tue montagne.

Il lungo viaggio ha termine

Posted On 1 settembre 2009

Filed under Senza categoria

Comments Dropped leave a response


Ho vagato sotto al sole cocente,


anelando a un sorso d’acqua ristoratrice.


Ho camminato sotto alle foglie cadenti,


desiderando che il sole scacciasse la malinconia del mio spirito.


Ho arrancato sotto alla fredda neve,


pregando che un fuoco riscaldasse il mio cuore.


Poi, nella natura che rinasce, ti ho incontrato d’improvviso


e ho capito che la mia ricerca era conclusa…


                                                                                                   (William S. Carter, Opere)
« Pagina precedentePagina successiva »